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La Biennale di Venezia

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La colonna e il fondamento della verità di Pavel A. Florenskij
Archivio Storico -

La colonna e il fondamento della verità di Pavel A. Florenskij

Cinque serate dal 16 al 20 novembre, nella nuova sede dell’Archivio Storico, Arsenale, per la regia di Antonello Pocetti. Biglietti in vendita da giovedì 29 ottobre.

Biennale della Parola

La Biennale di Venezia presenta La colonna e il fondamento della verità di Pavel A. Florenskij (1882–1937), il nuovo progetto speciale dell’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, nell’ambito della Biennale della Parola. In programma da lunedì 16 a venerdì 20 novembre 2026 nella nuova sede dell’Archivio all’Arsenale, il progetto è affidato alla drammaturgia e alla regia di Antonello Pocetti e si articola in cinque serate, ciascuna dedicata a un tema centrale del pensiero di Florenskij. I testi, tratti dai suoi scritti, sono rielaborati in forma drammaturgica per restituire la complessità e la profondità della sua riflessione. Ad aprire ciascuna serata saranno gli interventi di personalità del mondo culturale, filosofico e religioso, chiamate a offrire prospettive diverse sui temi e sul pensiero dell’autore, in dialogo con la successiva lettura scenica.

Dopo la prima edizione, dedicata al Commento di Meister Eckhart al Vangelo di Giovanni e presentata a marzo 2025 nel Portego delle Colonne della Scuola Grande di San Marco, la Biennale della Parola prosegue la propria ricerca sul linguaggio come strumento di conoscenza e trasmissione del pensiero. Al centro di questa seconda edizione è l’opera di Pavel A. Florenskij, che indaga il rapporto tra parola e verità.

Nato nel 1882 a Evlach, in Azerbaigian, Pavel Florenskij studia matematica a Mosca prima di dedicarsi alla filosofia e alla teologia. Ordinato sacerdote della Chiesa ortodossa russa nel 1911, è una personalità di eccezionale complessità e ricchezza intellettuale: prete ortodosso, matematico, filosofo, teologo, critico d’arte e scienziato, affianca all’attività pastorale un’intensa ricerca che attraversa discipline diverse, dalla matematica alla musica, dalla pittura alla filosofia. Dopo la Rivoluzione del 1917 sceglie di restare in Russia, dove partecipa a importanti progetti tecnico-scientifici. Arrestato con l’accusa di attività controrivoluzionaria e condannato ai lavori forzati, viene fucilato nei pressi di Leningrado l’8 dicembre 1937. È considerato uno dei maggiori pensatori europei del Novecento.

La sua riflessione si sviluppa in una costante tensione verso una dimensione spirituale, lo «Spirito di Dio», capace di cogliere nel visibile l’invisibile, ponendo la parola magica, multiforme e simbolica come principio di tutti gli ambiti del sapere. Al centro vi è la parola, intesa come realtà viva, multiforme e simbolica, concepita come rapporto tra lo spirito della conoscenza e il mondo da conoscere, scoprire e vivere. Una forza motrice che conduce la mente al di là del soggettivo, verso un’esperienza immediata e profonda della realtà. Nella lingua, così come nella matematica e nell’arte, Florenskij coglie una dimensione trascendente e simbolica, orientata alla ricerca di una sintesi universale e ideale del sapere.

La Biennale della Parola rinnova la funzione dell’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee all’Arsenale come luogo attivo di ricerca e produzione culturale, in cui la memoria dialoga con il presente. Il patrimonio dell’Archivio diventa così occasione di nuove interpretazioni e di confronto tra linguaggi, discipline e forme di conoscenza, per interrogare il presente e immaginare il futuro.

Biglietteria

Acquista il biglietto

 

Biglietto intero € 15
Abbonamento 5 serate intero € 60

Ridotto studenti e/o under 26 € 10
Abbonamento ridotto 5 serate studenti e/o under 26 € 40

Il programma

Lunedì 16 novembre ore 19.00
Introduce Silvano Tagliagambe  

I - La verità. La verità non è solo adeguazione intellettuale, concetto astratto, bensì essa si rivela in una persona vivente: Cristo. Essa si rivela nell’amore, nella carità e nell’apertura verso l’altro. La verità si fonda su una logica antinomica: apparenti contraddizioni coesistono perché riflettono il Mistero della Trinità, dove l’unità e la molteplicità convivono senza annullarsi.

 

Martedì 17 novembre ore 19.00
Introduce Massimo Cacciari  

II - Visibile/Invisibile. Il rapporto tra visibile e invisibile è un tema centrale dell’opera di Florenskij, in particolare in La colonna e il fondamento della verità e Le porte regali. I due poli sono complementari: il visibile è segno dell’invisibile e l’invisibile si manifesta attraverso il visibile. L’icona diventa finestra di accesso sull’invisibile, finestra sul regno dei cieli. La conoscenza si fa simbolo ed è presenza reale del significato che incarna.

 

Mercoledì 18 novembre ore 19.00
Introduce Adriano dall’Asta  

III - Il valore mistico della Parola. Crisma e Forma. La parola non è solo strumento di comunicazione, ma anche mezzo ontologico, capace di rivelare e influenzare la realtà. La parola, in quanto portatrice di significato, ha una connessione profonda con la verità divina. Ogni parola possiede “un valore mistico”, nel senso che non è mai neutra, risuona oltre il significato semantico e manifesta la realtà spirituale.

 

Giovedì 19 novembre ore 19.00
Introduce Lorenzo Fellin  

IV - La Parola come verità incarnata. Lettere dal gulag - I parte. L’atto creativo, la pennellata, la macchia, la superficie coperta di colore non sono simbolo dell’azione, ma qualcosa che esiste in sé, una percezione sensoriale, un dono dell’artista. Così la parola, l’energia e il gesto trattenuto diventano luogo di epifania, silenzio, attesa, risonanza interiore. Attraverso le lettere ai suoi cari, il Florenskij uomo, nell’intimità della sua prigionia e solitudine, dialoga e incoraggia l’umanità a ricercare la pace tramite la ricerca e la conoscenza.

 

Venerdì 20 novembre ore 19.00
Introduce Natalino Valentini  

V - La Parola come testamento. Lettere dal gulag - II parte. La parola non è solo costruzione linguistica, ma veicolo di verità profonda. La testimonianza è un atto sacrale che trasmette conoscenza spirituale e ontologica. Si rappresenta una testimonianza viva dello spirito umano di fronte alla sofferenza e all’oppressione. Sottoposte a rigorosa censura, le lettere dal gulag scritte alla moglie e ai figli offrono uno spaccato profondo della sua fede e della resistenza interiore: “Non dimenticatemi”.

 

Drammaturgia e Regia: Antonello Pocetti
Musica originale: Filippo Perocco
Cast: 2 attori (Dario Aita e Alessio Vassallo)
Ensemble Musicale: Ensemble L’arsenale diretto da Filippo Perocco, con Silvia Cingoli (chitarra), Roberto Durante (tastiere, synth), Ilario Morciano (sax), Livia Rado (soprano), Igor Zobin (fisarmonica)
Scene e Costumi: Antonino Viola
Luci: Tommaso Zappon
Sound: Thierry Coduys