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La scomparsa del regista veneziano Tinto Brass
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La scomparsa del regista veneziano Tinto Brass

Genio anticonformista e maestro del cinema italiano. Nel 2026 La Biennale gli ha dedicato la serata di Preapertura della 83. Mostra del Cinema con la proiezione del film restaurato Col cuore in gola (1967).

La scomparsa di Tinto Brass

Il Presidente, il Direttore generale, la Responsabile dell’Archivio Storico, il Direttore artistico del Settore Cinema, e la Biennale di Venezia ricordano con affetto e grande ammirazione il regista veneziano Tinto Brass, genio anticonformista, maestro di opere visionarie e radicalmente libere, protagonista del nuovo cinema italiano degli anni Sessanta.

La Biennale di Venezia è fiera di aver dedicato a Tinto Brass la serata di Preapertura della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, l’1 settembre 2026 in Sala Darsena, con la  proiezione del film Col cuore in gola (1967), in versione restaurata digitale 4K realizzata dal CSC-Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con il supporto di Netflix. Nell’occasione gli è stato conferito il Premio Pietro Bianchi, riconoscimento che i Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) consegnano a una personalità eccellente del cinema italiano, ritirato dalla moglie Caterina Varzi.

Il lungo rapporto di Tinto Brass con la Mostra del Cinema nasce con il suo esordio registico: nel 1963 il suo primo film In capo al mondo (ribattezzato Chi lavora è perduto), opera iconoclasta e irriverente, ottenne entusiastiche accoglienze al Lido.  Successivamente ha presentato alla Mostra il cortometraggio Tempo libero nel 1964, i film Col cuore in gola nel 1967 e La vacanza nel 1971, ed è stato protagonista del documentario Istintobrass di Massimiliano Zanin nel 2013. Tinto Brass è stato anche presente con i suoi film in numerose retrospettive realizzate negli anni.