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Teatro

Anagoor - Orestea. Agamennone, Schiavi, Conversio



(2018, 240’)

sull’Orestea di Eschilo
drammaturgia Simone Derai, Patrizia Vercesi
traduzione dal greco Patrizia Vercesi, Simone Derai
orizzonte di pensiero e parola S. Quinzio, E. Severino, S. Givone, W.G. Sebald, G. Leopardi, A. Ernaux, H. Broch, P. Virgilio Marone, H. Arendt, G. Mazzoni
con Marco Ciccullo, Sebastiano Filocamo, Leda Kreider, Marco Menegoni, Gayané Movsisyan, Giorgia Ohanesian Nardin, Eliza G. Oanca, Benedetto Patruno, Piero Ramella, Massimo Simonetto, Valerio Sirnå, Monica Tonietto, Annapaola Trevenzuoli
voce del messaggero Pierdomenico Simone
danza Giorgia Ohanesian Nardin
musica e sound design Mauro Martinuz
assistente al suono Ludovico Dal Ponte
esecuzioni al pianoforte di Kindertotenlieder n.1 di Gustav Mahler Massimo Somenzi
scene e costumi Simone Derai
realizzazione costumi Serena Bussolaro, Christian Minotto
accessori Christian Minotto, Massimo Simonetto, Silvia Bragagnolo
scultura mobile Istvan Zimmermann e Giovanna Amoroso – Plastikart Studio
video Simone Derai, Giulio Favotto
video / riprese, direzione della fotografia, post-produzione Giulio Favotto
video / concept, editing, regia Simone Derai
light design Fabio Sajiz
assistenza tecnica Mattia Dal Bianco
assistente al progetto Marco Menegoni
assistente alla regia Massimo Simonetto
regia Simone Derai
coordinamento organizzativo Annalisa Grisi
management e promozione Michele Mele
produzione Anagoor 2018
con il sostegno di Fondation d’entreprise Hermès nell’ambito del programma New Settings
coproduzione Centrale Fies, Teatro Metastasio di Prato, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile del Veneto
con la partecipazione di Theater an der Ruhr
con il sostegno della Compagnia di San Paolo
sponsor tecnici Lanificio Paoletti, Printmateria, 3DZ
si ringrazia Ministero della Cultura e dello Sport della Repubblica Greca, Museo Archeologico di Olimpia, Istituto Italiano di Cultura di Atene, Lottozero / textile laboratories

È previsto l’utilizzo di luci stroboscopiche durante la performance.

COMMENTO DEGLI AUTORI

I Greci hanno inventato l’idea che l’essere finisca nel niente, sprofondando per sempre l’Occidente nel dolore. La filosofia nasce per portare rimedio a questo dolore che sta alla base dell’Occidente: per noi ogni cosa che muta transita per una fine assoluta, un annientamento totale che ci toglie il fiato e ci rende folli. La conseguenza tremenda di questa follia è che ogni esistenza percepisce la minaccia dell’annientamento ed è pronta a osare tutto. Eschilo, con il suo teatro che inizialmente è pratica filosofica, è il primo nella storia a dire no per mezzo del pensiero, un no assoluto a questo dolore.

Oggi a noi mancano categorie in grado di farci percepire la scossa del sacro con cui il cittadino ateniese assisteva alle rappresentazioni tragiche. Anagoor affronta l’Orestea di Eschilo a partire da questa distanza incommensurabile.

Il testo eschileo è inizialmente assunto nella sua integralità, ma condensandone ed espandendone i nuclei fondamentali con linguaggi e tecniche cari ad Anagoor (la visione, il canto, l’orazione), fino a tradirlo, affiancandolo o sostituendolo con un arcipelago intertestuale che complica l’orizzonte della meditazione sul male e sulla fragilità del bene, e sulla lingua che li descrive.

Sullo sfondo il discorso ontologico che è l’impalcatura del pensiero di tutto l’Occidente, la sua intima contraddizione e la sua pericolosità; in primo piano la fiducia in una parola persuasiva capace di incanto, che dissolva come nebbia al sole, o domi dolcemente, il dolore che proviene dalla fede assoluta che l’essere finisca nel niente.

Teatro alle Tese

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CAMPO DELLA TANA 2169/F
30122 VENEZIA
TEL. 0415218711
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