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Scrivere in residenza

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Scrivere di musica

Bando internazionale dedicato a giovani laureate/i under 30, studiose/i di Musica per la scrittura di testi che saranno raccolti in una pubblicazione della Biennale di Venezia.

La ricerca sarà sul campo: le/i candidate/i selezionate/i saranno invitate/i ad assistere al programma del 70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea.

Le/i giovani studiose/i, partendo dal tema proposto dalla Direttrice del Settore Musica Caterina Barbieri, porteranno avanti in Archivio, guidati da tutor, una ricerca di fonti, di riferimenti storici per la redazione di un testo, in lingua italiana, da un minimo di 10 a un massimo di 15 cartelle dalla sua prima bozza alla versione per la stampa.

Saranno selezionate/i al massimo 4 partecipanti.

Il progetto prevede tre fasi di attività a Venezia nelle sedi della Biennale di Venezia (Ca’ Giustinian, Arsenale, Biblioteca della Biennale ai Giardini, Archivio Storico al VEGA).

Si ringrazia Swiss Seaside Foundation.

 

TITOLO
La musica come infanzia dello spirito: un ascolto vergine e radicale è al centro della Biennale Musica 2026 A Child of Sound.

TEMA
Il titolo della 70ª edizione della Biennale Musica, A Child of Sound, trae ispirazione dall’infanzia come metafora di una modalità vergine dell’ascolto: un ascolto che precede il linguaggio e che ci riconnette a uno stato di apertura, vulnerabilità e sperimentazione.

Ispirandosi alla figura del bambino di suono quale simbolo di ascolto radicale, libertà espressiva e catarsi, La Biennale di Venezia Musica 2026 riunisce alcune delle voci più interessanti, innovative e multiformi della musica contemporanea. Superando le rigide distinzioni di genere, epoca e geografia, il Festival presenta un programma senza precedenti di prime assolute e opere site-specific, in continuità con la traiettoria curatoriale avviata da Caterina Barbieri nell’edizione precedente. Il programma pone in primo piano nuove commissioni e lavori collettivi, esplorando modalità di ascolto più dinamiche e partecipative, in contrasto con il formato più statico e passivo del concerto tradizionale.

«La musica è l’infanzia dello spirito», scrive la Direttrice Artistica Caterina Barbieri, «un’esperienza che ci riconnette a uno stato primordiale di innocenza, vitalità e potenziale creativo. La grazia del bambino che guarda il mondo con lo stupore del primo sguardo, o meglio del primo ascolto, rispettandone il mistero, è la stessa grazia rivoluzionaria con cui la musica sa disarmarci.»

Proprio una delle figure centrali dell’avanguardia europea, Karlheinz Stockhausen, ha spesso collegato la sperimentazione musicale alla capacità infantile di giocare con il suono, ribadendo che il musicista deve conservare un ascolto aperto, libero da pregiudizi e convenzioni culturali.

In questo esercizio di ascolto e presenza radicale cui la musica ci allena si apre anche la possibilità di una catarsi. Per molti artisti infatti, la musica è fin dall’infanzia uno strumento di purificazione e guarigione: un processo attraverso cui trasformare il dolore del mondo in bellezza e proteggere così l’essenza umana. È questo un dono, ma anche un dovere dell’artista: condividere con la collettività il potere terapeutico e salvifico della musica, in cui risiede il suo valore al contempo spirituale e politico.

Il concerto allora è un’occasione unica per fermarsi, ripartire dal silenzio per mettersi in ascolto e entrare in connessione con sé stessi e con l’altro, lasciandosi disarmare dalla musica.

Quel primo ascolto, che solo le orecchie vergini hanno, è rivelatorio non solo per capire la musica del presente, senza il filtro del pregiudizio e delle categorie che recintano l’immaginazione, ma anche per tornare a vivere, e non semplicemente sopravvivere, nel contemporaneo.

Forse in questa rivelazione si racchiude anche la possibilità di una rivoluzione, fatta con la stessa serietà e devozione con cui il bambino si dedica al gioco, rompendo le regole per crearne di nuove, come l’artista che necessariamente trasgredisce le leggi del conosciuto per generare innovazione.

Un bambino di suono è allora il punto di partenza per costruire una Biennale Musica che restituisca alla musica il suo ruolo al contempo salvifico e rivoluzionario, quale pratica di catarsi collettiva.

Tutor: Federico Sardo
Giornalista culturale, collabora tra gli altri con Esquire, Rivista Studio e GQ. Insegnante alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, è direttore editoriale del mensile Quants-Tempi Moderni e autore di documentari come BEAT, dedicato al festival JAZZMI. Nel corso degli anni si è occupato di musica elettronica e di festival quali Atonal e Terraforma per testate internazionali come Resident Advisor, oltre a firmare monografie dedicate ad artisti d’avanguardia quali, tra gli altri, Giacinto Scelsi, Luigi Nono, Fausto Romitelli, Alice Coltrane, Rhys Chatham, John Fahey, Moondog, Midori Takada e Muslimgauze.

 

STRUTTURA DEL PROGETTO

Prima fase – dal 10 al 25/10/2026
partecipazione alle attività programmate nell’ambito del 70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (14 giornate) e inizio attività di ricerca presso l’Archivio Storico e la Biblioteca guidate/i dal tutor.

Seconda fase – dal 2 al 6/11/2026
specifica attività di ricerca presso l’Archivio Storico e la Biblioteca guidate/i dal tutor;
al 15/11/2026 è fissata la scadenza per l’invio della prima bozza del testo.

Terza fase dal 16 al 20/11/2026
Attività di analisi e approfondimento della prima bozza del testo assieme al tutor presso l’Archivio Storico e la Biblioteca;
alla data del 17/12/2026 è fissata la scadenza per l’invio del testo definitivo.

 

CONDIZIONI E REGOLE DI PARTECIPAZIONE
Il bando internazionale è aperto a giovani laureate/i under 30 provenienti da tutto il mondo con un’ottima conoscenza della lingua italiana, parlata e scritta.

La partecipazione al progetto comporta l’obbligo di frequenza alle tre fasi di attività.

Saranno selezionati al massimo 4 partecipanti.

I/le selezionati/e potranno usufruire di una foresteria in condivisione messa a disposizione dalla Biennale di Venezia.
La Biennale di Venezia metterà inoltre a disposizione dei partecipanti l’abbonamento ai trasporti pubblici locali e i pasti (pranzi).

A ogni candidato selezionato sarà richiesto il pagamento per i diritti di segreteria pari a € 80,00 (IVA inclusa, non rimborsabili) che dovranno essere versati esclusivamente tramite carta di credito successivamente alla comunicazione di ammissione e comunque non oltre la data che verrà indicata.

NB: non saranno accettate domande di partecipazione da parte di candidati/e selezionati/e a precedenti edizioni College ASAC – Scrivere in Residenza.

 

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Documentazione
La documentazione – che dovrà essere inviata in lingua italiana esclusivamente tramite formulario online – è costituita da:

a) Curriculum vitae – si prega inoltre di specificare:
a.1) titolo di laurea conseguito triennale/magistrale o titolo equivalente/equipollente
a.2) titolo tesi di laurea, percorso di studi
a.3) conoscenza della lingua italiana parlata e scritta – livello minimo richiesto C1
a.4) altre lingue conosciute e livello

b) invio di 2 testi 
1 - lettera di motivazione (lunghezza massima 2 cartelle)
2- un elaborato, comprensivo di riferimenti bibliografici, sul tema del bando (lunghezza massima 2 cartelle)

Sono previste due fasi di selezione: la prima sulla base della documentazione richiesta e la seconda tramite colloquio.

 

Formulario online

 

La Biennale si riserva comunque di modificare, annullare o interrompere l’iniziativa di cui trattasi non costituendo l’avviso o la selezione alcun vincolo contrattuale in capo alla stessa né darà diritto al rimborso di qualsiasi spesa al di fuori di quanto sopra previsto.
L’accettazione e l’osservanza di tutte le condizioni del Bando Biennale College Archivio – Scrivere in Residenza - Musica è condizione per l’esame delle candidature.

 

Data di pubblicazione del bando: 3 luglio 2026
Scadenza invio candidature: 26 luglio 2026

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