fbpx Biennale Cinema 2026 | Company
La Biennale di Venezia

Your are here

Cinema

Company

Venezia 83 Concorso
Regia:
Casey Affleck
Produzione:
Image Nation Studios (Ben Ross), Spooky Pictures (Steven Schneider, Roy Lee, Rami Yasin), Rabbits Black (Ronnie Exley, Jeremy Ross), Artists Equity, Casey Affleck, Catherine Caylee Cowan, Dan Lawler, Sean Patrick O’Reilly, K. Asher Levin, Enzo Marc, Anthony Katagas, Sienna Oberman
Durata:
92’
Lingua:
Inglese
Paesi:
Canada, USA
Interpreti:
Nick Nolte, Ben Mendelsohn, Adelaide Clemens, Scoot McNairy, Emily Alyn Lind, Caylee Cowan, Atticus Affleck, Indiana Affleck
Sceneggiatura:
Casey Affleck, Ron Hansen
Fotografia:
Masanobu Takayanagi, Lachlan Milne, Adam Arkapaw, Marcell Rév, Holger Jungnickel, Joaquin Baca Asay, Noah Fallis, Casey Affleck
Montaggio:
Leslie Jones, Radek Sienski, Julie Monroe, Casey Affleck
Scenografia:
Stefania Cella
Costumi:
Stefania Cella
Musica:
Daniel Hart
Effetti visivi:
Lola Visual Effects
Makeup:Monica Huppert, Bill Corso

Programma Cinema 2026 (Pubblico)

Sala Grande Dettagli
Sala Grande Dettagli
PalaBiennale Dettagli

Programma Cinema 2026 (Accreditati)

Sala Grande Dettagli
Sala Darsena Dettagli
PalaBiennale Dettagli

Sinossi

In una notte d’inverno del 1975, una misteriosa donna di nome Evelyn si presenta non invitata a una festa e racconta la storia di Tom, un anziano solitario che nel 1953 trae in salvo un’attrice rimasta bloccata durante una bufera di neve in Colorado. L’attrice, per ingannare il tempo durante la notte, rievoca a sua volta una storia più antica: quella di una coppia di contadini che accoglie un giovane vagabondo tormentato, mentre lungo la frontiera si diffonde il terrore per una serie di efferati omicidi. A mano a mano che si intrecciano storie di generazioni diverse, Company diventa una meditazione sul lutto, sulla vendetta, sul perdono e sui silenziosi gesti di compassione in grado di sanare anche le ferite più profonde.

Commento del regista

Per me raccontare storie non è mai stato inventare qualcosa, quanto scoprirlo. Mi è capitato spesso di iniziare a narrare una vicenda per poi trovarne un’altra al suo interno, pronta a mutare forma in modi inaspettati. L’inconscio sa ciò che cerchiamo di dire molto prima che la mente razionale riesca a metterlo a fuoco.
Company ha preso le mosse da un punto molto distante da quello a cui è approdato. È il mio terzo film, e soltanto a lavoro ultimato mi sono reso conto che rappresentava il compimento di una trilogia che non sapevo nemmeno di avere in cantiere.
Il mio primo film è incentrato su un uomo quasi del tutto assorbito da sé stesso; il secondo su un uomo quasi del tutto altruista. Se il primo film si chiede: Cosa accade quando rifiutiamo l’amore? e il secondo: Come si può amare un altro essere umano al meglio delle nostre possibilità?, il terzo si chiede: In che modo possiamo fare pace con l’esistenza che ci è stata data in sorte? È un interrogativo che mi accompagna da molto tempo. Ho trascorso gran parte della vita a fare i conti con il passato, a tenere il bilancio, tormentato dal mio debito verso la benevolenza altrui. A un certo punto ho capito che quel bilancio non viene mai pareggiato dal mondo esterno: lo si pareggia con ciò che si sceglie di offrire. È a questo che il film tende. Non esattamente a delle risposte, ma piuttosto a un invito a guardare quel bilancio e, invece di chiedersi perché si sia ereditato un debito, domandarsi: Cosa posso aggiungere io? Perché, alla fine, non veniamo giudicati in base al dolore che abbiamo patito: veniamo ricordati per la quantità di amore che siamo stati capaci di generare nonostante tutto. Di cosa parla Company? Al centro c’è un dilemma morale, eppure mi è difficile dire cosa rappresenti per me. Le storie rivelano il proprio significato ben oltre il momento in cui si è finito di raccontarle, e forse è giusto che sia così.
Ciò di cui sono certo è che l’opportunità di condividerlo sul palcoscenico più antico e prestigioso del cinema, accolto da una comunità di appassionati così devoti, al fianco di artisti che ammiro e davanti a un pubblico che continua a mantenere viva questa forma d’arte... mi riempie di gratitudine e di profonda commozione.

Produzione/Distribuzione

PRODUZIONE 1:
Image Nation Studios - Ben Ross
Yas Creative Hub Podium 2 - Yas Island
Abu Dhabi, United Arab Emirates
E-mail: info@imagenation.ae
Web: https://imagenationstudios.ae/en/
Social Media: @imagenationad – Instagram

PRODUZIONE 2:
Spooky Pictures - Steven Schneider, Roy Lee, Rami Yasin
Los Angeles, United States of America
E-mail: david@spookypix.com

PRODUZIONE 3:
Rabbits Black - Ronnie Exley, Jeremy Ross
Las Vegas, United States of America
E-mail: jeremy@rabbitsblack.com; ronnie@rabbitsblack.com
Web: https://rabbitsblack.com/
Social Media: @rabbits_black – Instagram

PRODUZIONE 4:
Artists Equity
9200 W Sunset Blvd. Suite 700 CA 90069 West Hollywood, United States of America
E-mail: clementine@artistsequity.com
Web: https://artistsequity.com/
Social Media: @artistsequity – Instagram

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE:
AGC Studios – Stuart Ford & Jill Jones
The Taft Building, 1680 Vine St
CA 90028, Los Angeles, United States of America
Email: david@spookypix.com
Web: https://www.agcstudios.com/ Social Media: @weareagcstudios – Instagram

UFFICIO STAMPA:
DDA
E-mail: company@ddaglobal.com

Ulteriori addetti: Haydn Biss - Haydn.Biss@imagenation.ae


Condividi su

Share on FacebookShare on XShare on LinkedINSend via WhatsApp
Biennale Cinema
Biennale Cinema