fbpx Biennale Cinema 2026 | Everest: the first ascent
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Cinema

Everest: the first ascent

Venice Immersive
Regia:
Jean Dellac, Benjamin Auriche
Produzione:
Eclipso-Entertainment (Antoine Lieutaud, Chloé Ressy), Small Creative (Voyelle Acker, Vincent Guttmann, Vincent Dudouet, Blanche Cahagne)
Durata:
37'
Lingua:
Inglese
Paesi:
Francia
Interpreti:
Thomas Espinera
Sceneggiatura:
Pierre-Edouard Nobels
Montaggio:
Pierre Didier
Musica:
Blanktone
Suono:
Blanktone, Native Primes
Art director:Elora Meunier
Lead developers:Thomas Hertrich, Leonard Allain-Launay
Designers:Sofiane Tihdaini, Galilée Mason
Environment modeling:Bruno Roux Dit Buisson, Nicolas Appenzeller, Maxime Neko, Simon Chassanne, Maxime Ponnelle, Jekhiel Boyer
Character modeling:Cecile Regis, Margaux Latapie, Valentin Tournebize, Maximilien Bougeois, Clara Bouis
Props modeling:Apolline Brulebeaux
Tech art and layout:Laura Lassus-Pigat, Sebastien Marie, Maxence Stephan, Victor Soulie
Rigging and animation:Valerian Delamare, Lucas Ferrer, Thomas Wiegand, Louis Doudard
Writing support:Charlie Buffet, Catherine (Katia) Buffetrille, San Bah
Technical team:Leo Tavarès, Olivia Chang

sinossi

1953. Una spedizione britannica parte alla conquista dell’Everest, una vetta leggendaria che nessuno ha mai raggiunto. Oggi fai parte della squadra. Tenzing Norgay, capo degli sherpa, ti guida in un’avventura che passerà alla Storia. Viaggia con lui attraverso un Nepal nascosto, fatto di templi e antiche tradizioni, prima di affrontare il freddo, la mancanza d’ossigeno e i ghiacciai spazzati da violente tempeste. È la montagna a dettare le regole: ogni giorno porta con sé nuove sorprese e pericoli. Chi raggiungerà la vetta? Chi riuscirà a tornare indietro? Vivi in prima persona una delle più grandi spedizioni del XX secolo.

commento degli autori

Oggi il nome “Everest” è ormai logoro: vette messe all’asta, code nella “zona della morte”, una montagna ridotta a una bacheca di trofei. L’obiettivo non era quello di aggiungere un’altra voce alla discussione, ma tornare alla storia che ha reso la montagna una leggenda in primo luogo – una storia che la maggior parte delle persone oggi non ha mai sentito per intero. Nel 1953, la vetta della montagna fu raggiunta da due uomini. La storia ricorda Edmund Hillary, un alpinista neozelandese, e Tenzing Norgay, uno sherpa che aveva tentato di raggiungere la vetta per molti anni. Ma fu un intero gruppo a portarli lassù, e Tenzing era il cardine tra due mondi: il suo, dove il Chomolungma è una montagna sacra, e quello degli occidentali, che volevano “conquistarla”. Senza gli sherpa – la loro forza, la loro conoscenza della montagna – non ci sarebbe stata alcuna scalata, nessun titolo sui giornali, nessuna leggenda. Ecco perché abbiamo scelto di camminare prima ancora di scalare, partecipando alla spedizione, ai suoi rituali, ai suoi silenzi. Nessuno arriva al Chomolungma senza aver prima attraversato il mondo che gli ha dato il nome. Era anche un rischio di altro tipo. Nessuna previsione satellitare, nessun elicottero di soccorso, solo pesanti sistemi di ossigeno sperimentali e l’ignoto davanti a loro. Volevamo che le persone si avvicinassero a quella fragilità e a quella paura. Questa è un’esperienza da sentire in prima persona, non da guardare. Non è una storia che si ascolta, ma che si vive.

produzione/distribuzione

PRODUZIONE 1:
Eclipso-Entertainment - Antoine Lieutaud,Chloe Ressy,
5 avenue de la republique
75011 Paris, France
Tel: +33 6 88 65 81 66
E-mail: cressy@eclipso-entertainment.com
Web: http://www.eclipso-entertainment.com
Social Media: @eclipso_entertainment – Instagram, Eclipso - LinkedIn

PRODUZIONE 2:
Small Creative - Voyelle Acker, Vincent Guttmann,
142 Boulevard Diderot
75012 Paris, France
Tel: +33 620368505
E-mail: voyelle@small-creative.io
Web: http://www.small-creative.io
Social Media: @small.creative.studio - Instagram, Small Creative - LinkedIn


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