fbpx Biennale Cinema 2026 | The white saboteur
La Biennale di Venezia

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Cinema

The white saboteur

Venice Immersive
Regia:
Barthelemy Antoine-Loeff, Hugo Arcier
Produzione:
Risette (Pierre-Arthur Goulet), Actrio Studio (Michael Geidel), N°130 (Hugo Arcier), Zero De Conduite (Fabienne Giezendanner), Ekumen (Olivier Girouard), Low Carbon Prod (Adèle Boyé)
Durata:
15’
Lingua:
senza dialoghi
Paesi:
Francia, Germania
Sceneggiatura:
Barthélemy Antoine-Lœff
Musica:
Olivier Girouard
Suono:
Olivier Girouard, Pierre-Marie Blind
Art directors:Hugo Arcier, Barthélemy Antoine-Lœff
Lead developers:Alice Zanuttini, Aymeric Betton
Developers:Max Schindele, Theo De Nanassy
Lead designer:Hugo Arcier
Artists:Viktor Schenk, Jorgen Engdahl, Robin Maullet
Technical team:Heidi Sevestre, Leo Decaux, Richard Hann, Kieran Andrew Baxter, Philippe Nicolas, Christian Kohler, Alison Crank, Ismael Sanchez-Treble, Lena Holtmann

Sinossi

The White Saboteur è un’installazione immersiva e persistente in cui lo spettatore diventa, suo malgrado, artefice della scomparsa di un mondo glaciale immaginario. Attraverso un visore VR, accede a un paesaggio polare persistente, che il suo stesso sguardo contribuisce a cancellare. Iceberg e ghiacciai si dissolvono mentre li osserva, fino a quando abbandona l’universo, lasciando al visitatore successivo un territorio già degradato e destinato all’estinzione.
Con il procedere dell’installazione, il clima peggiora progressivamente da un visitatore all’altro, così che nessuno spettatore assiste mai esattamente allo stesso paesaggio. In un dittico, uno schermo restituisce in tempo reale la versione fossilizzata della materia glaciale cancellata nella VR, ora alla deriva nel vuoto cosmico, rendendo visibile a tutti l’impatto individuale di ogni utente.
Al di là la metafora del last-chance tourism, l’opera si propone come critica di una logica capitalistica più profonda, che trasforma il mondo stesso in oggetto di consumo, e della tecnologia intesa al tempo stesso come strumento di esplorazione e distruzione. Mette in discussione le nostre scelte, virtuali e reali, e la responsabilità che abbiamo nei confronti dei paesaggi minacciati, a cominciare da quelli della criosfera.
Il progetto è nato dalla stretta collaborazione con glaciologi e ricercatori polari, che hanno contribuito a fondare questo mondo immaginario su dati climatici reali e a mantenerlo legato alle realtà fisiche che evoca. Entreremmo comunque in un mondo sapendo che è proprio il nostro ingresso a causarne la distruzione?

Commento degli autori

Gli artisti condividono una riflessione sul progressivo slittamento della realtà verso la simulazione e sul tempo, dilatato fino ad assumere una lentezza geologica. Questa ricerca si concentra sulla scomparsa della criosfera e sugli sconvolgimenti che essa produce nel nostro modo di abitare il mondo. The White Saboteur prende forma da questo terreno comune: un mondo persistente che si attraversa in solitudine e la cui scomparsa non è rappresentata, ma provocata dalla presenza stessa del visitatore, che diventa così testimone attivo della propria cancellazione.

Produzione/distribuzione

PRODUZIONE 1:
RISETTE - Pierre-Arthur GOULET
76 Rue Murillo
92170 Vanves, France
Tel: +33 660763589
E-mail: contact@risette.world
Web: http://www.risette.world
Social Media: @risette2021 - Instagram

PRODUZIONE 2:
ACTRIO STUDIO - Michael GEIDEL
Kochstrasse 132
04277 Leipzig, Germany
Tel: +49 1795054665
E-mail: mg@actrio-studio.de
Web: http://actrio-studio.de/
Social Media: @actriostudio – Instagram, @actriostudio.bsky.social - Bluesky

PRODUZIONE 3:
N°130 - Hugo ARCIER
72 rue Condorcet
93100 Montreuil, France
Tel: +33 684126974
E-mail: hugoarcier@no130.io
Web: http://no130.io/studio/

PRODUZIONE 4:
ZERO DE CONDUITE - Fabienne Giezendanner
13, rue Charles Quint
59100 Roubaix, France
Tel: +33 663327021
E-mail: fabienne@zdcprod.fr
Web: http://zdcprod.fr/

UFFICIO STAMPA:
Anne McKinnon – RISTBAND
Tel: +33 789 55 77 76
E-mail: anne@ristband.co


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