fbpx Biennale Danza 2026 | Winndance Company - Scirocco (Death in Venice + Bridge of Sighs)
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Winndance Company - Scirocco (Death in Venice + Bridge of Sighs)

Anno e durata:2026, 65’ + 35’ (prima assoluta)
Ideazione del progetto:Slava Tutukin, Marijn Rademaker, Ira Goldbecher
SCIROCCO - DEATH IN VENICE:
Coreografia:Imre & Marne van Opstal, Omar Román De Jesús, Rainer Behr
Drammaturgia:Ira Goldbecher
Musiche:Ricardo Villalobos / Max Loderbauer / Mohammad Reza Mortazavi / Boxhead Ensemble (per Imre & Marne van Opstal), Jesse Scheinin (per Omar Román De Jesús), N.N. (per Rainer Behr)
Film diretto e coreografato da:Javier De Frutos
SCIROCCO - BRIDGE OF SIGHS:
Ideazione e coreografia:John Neumeier
Musiche:Quartetto d’archi n. 13, Op. 138 di D. Šostakóvič, arr. A. Čajkovskij per viola e orchestra; Falling in Love Again di Friedrich Hollaender; September Song di Kurt Weill, voce Bryan Ferry
Death in Venice / Bridge of Sighs:
Costumi:Boss
Disegno luci:Konstantin Binkin, John Neumeier
Con:Silvia Azzoni, Kayoko Everhart, Mara Galeazzi, Silas Henriksen, Igone de Jongh, Marijn Rademaker, Oleksandr Ryabko, Gil Roman, Diana Vishneva (WINNDance Company)
Produzione:WINNDance Company
Coproduzione:La Biennale di Venezia

Descrizione

Scirocco si compone di due capitoli, Death in Venice e Bridge of Sighs, ideato dalla WINNDance Company (When if Not Now), un ensemble di danzatori di età superiore ai 40 anni, le cui carriere hanno plasmato la danza contemporanea a livello internazionale per decenni. In Morte a Venezia, lo scrittore anziano Gustav von Aschenbach affronta una crisi esistenziale, esplorata attraverso un immaginario dialogo interiore con il suo creatore. I materiali filmati di Javier De Frutos forniscono una cornice narrativa, mentre i coreografi Imre e Marne van Opstal, Omar Román De Jesús e Rainer Behr traducono il conflitto interiore in movimento. Il Ponte dei Sospiri, che dà il titolo al secondo episodio del dittico, per il coreografo John Neumeier evoca innumerevoli immagini: l’ultimo sguardo a una città amata, l’addio di un amante, il desiderio struggente di un passato irrecuperabile e l’assenza percepita come intensa presenza. I danzatori riecheggiano queste immagini attraverso una coreografia che crea un paesaggio emotivo al crocevia tra passato e presente.


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