Kasia si guadagna da vivere svaligiando appartamenti insieme al suo compagno. Durante uno dei loro furti, scopre il corpo di un uomo che si è tolto la vita. Poco dopo, il suo compagno viene arrestato. Rimasta sola, Kasia decide di tornare nell’appartamento del suicida e comincia a fingere che tra loro ci fosse una relazione. All’inizio, l’inganno è dettato dal desiderio di appropriarsi dei soldi del defunto: cerca di subentrare nella sua polizza assicurativa e di impossessarsi dei suoi beni. Con il tempo, però, cresce in lei la curiosità di sapere chi fosse davvero quell’uomo. Mentre ne ricostruisce la vita, Kasia si avvicina sempre più a lui, fino a conoscere le persone che gli erano care e a sentirsi parte della sua storia. Nel corso della sua ricerca Kasia si innamora. Forse non tanto di lui, che non ha mai incontrato, quanto della propria storia, della propria menzogna. Il suo viaggio diventa così un’occasione per riunire, almeno per un istante, una famiglia estraniata e ormai frammentata.
Cudze rzeczy racconta quanto possiamo essere lontani gli uni dagli altri, fino al punto che, a volte, è proprio una menzogna, la finzione di essere qualcun altro, a permetterci di tornare a essere visti e riconosciuti come esseri umani.