fbpx Biennale Musica 2026 | Walter Zanetti - Cantos yoruba de Cuba / Biennale College: Talullah Calderwood - Vitula
La Biennale di Venezia

Your are here

Musica

Walter Zanetti - Cantos yoruba de Cuba / Biennale College: Talullah Calderwood - Vitula

CANTOS YORUBA DE CUBA:2025 (30’, prima assoluta)
Musiche di:José Angel Navarro, Hector Angulo
Chitarra e arrangiamenti musicali:Walter Zanetti
EL DECAMERÓN NEGRO:Musiche di José Angel Navarro, Héctor Angulo, Leo Brouwer
Chitarra e arrangiamenti musicali:Walter Zanetti
VITULA:2026 (40’, prima assoluta)
Voce, vitula (strumento a corde in metallo), live electronics:Talullah Calderwood

Cantos Yoruba de Cuba

Pubblicato da light-years nel 2025, Cantos Yoruba de Cuba raccoglie gli esiti della ricerca di Walter Zanetti intorno a un repertorio della chitarra cubana profondamente intrecciato alle tradizioni africane. Tutto nasce dall’incontro con José Ángel Navarro e da un soggiorno di studio a Güines, tra L’Avana e Matanzas, dove il musicista si lascia attraversare dal suono dei tamburi batá e dai rituali della Santería. A contatto con percussionisti cerimoniali e con lo stesso Navarro, scopre una pratica in cui la chitarra diventa percussione, facendo convivere la ricchezza della poliritmia afro-cubana con la continuità del canto melodico.

Il primo programma (14 ottobre) accosta opere di Héctor Angulo e José Ángel Navarro, entrambe profondamente radicate nelle melodie yoruba, nelle pratiche della Santería, nella figura di Ochún e nelle strutture ritmiche della rumba cubana.

Per il suo secondo concerto (15 ottobre), Zanetti amplia questo itinerario musicale con El Decamerón Negro (1981) di Leo Brouwer, opera emblematica ispirata alla tradizione orale africana, creando un dialogo tra il patrimonio afro-cubano e uno dei lavori fondativi del repertorio chitarristico contemporaneo.

Vitula

Vitula è una nuova opera per voce, elettronica e uno strumento a corde appositamente progettato. Talullah Calderwood esegue il brano sulla vitula, una scultura-strumento di nuova costruzione il cui nome richiama, da un lato, la radice latina della famiglia degli strumenti ad arco e, dall’altro, Vitula, divinità romana della vittoria associata a pratiche rituali di gioia, canto e sacrificio. Il nome incorpora inoltre “Tula”, soprannome dell’artista durante l’infanzia, riflettendo l’ibridazione tra voce, corpo e strumento.

Sviluppata nell’ambito della ricerca dell’artista sulla progettazione di strumenti, la performance dal vivo e la composizione elettronica, e ispirata ai miti della creazione, Vitula descrive un passaggio dal caos primordiale all’emergere di strutture progressivamente più definite.

Combinando lo strumento a corde metalliche con un sistema di elaborazione sonora in tempo reale sviluppato in Pure Data, il lavoro esplora il potenziale generativo dei vincoli compositivi, facendo dialogare la tradizione della costruzione di strumenti acustici con i sistemi elettronici contemporanei.


Condividi su

Share on FacebookShare on XShare on LinkedINSend via WhatsApp
Biennale Musica
Biennale Musica