| STOMA: | 2026 (45’, prima assoluta) |
|---|---|
| Sintetizzatori e nastro magnetico: | Marta De Pascalis |
| PRATI BAGNATI DEL MONTE ANALOGO / LE API DELL’ INVISIBILE: | Brani da Prati bagnati del monte Analogo (1978 rev. 2023) / Le api dell’invisibile (2026, 70’, prima assoluta) |
| Sintetizzatore e loops: | Francesco Messina |
| Pianoforte: | Michele Fedrigotti |
| Violoncello: | Chiara Trentin |
| Ingegnere del suono: | Pino “Pinaxa” Pischetola |
Marta De Pascalis - Stoma / Francesco Messina - Prati bagnati del monte Analogo - Le api dell’invisibile
Marta De Pascalis
Marta De Pascalis presenta in anteprima mondiale Stoma, una composizione per sintetizzatori e nastro magnetico che affonda le radici nella sua ricerca sul suono analogico come materia vivente. Qui la sintesi sonora diventa una forma di speculazione cosmica, tradotta in vibrazione e forma spettrale. Come la descrive De Pascalis: “Stoma è la bocca del corpo dove la musica prende carne, dove il suono viene inghiottito sotto le vene. Le macchine riconfigurano il corpo: attraverso i loro circuiti, estendono la portata della percezione umana; attraverso le loro onde sonore, alterano la percezione del tempo e dello spazio, rimodellandola in un nuovo continuum sensoriale, in un campo risonante sigillato nel ritmo di un respiro cosmico”.
Francesco Messina
Il concerto mette a confronto Prati bagnati del monte Analogo, composto nel 1978 e qui presentato nella versione del 2023, e Le api dell’invisibile, un nucleo di nuove composizioni in prima assoluta alla Biennale Musica 2026. Affidato a Francesco Messina, Michele Fedrigotti, Chiara Trentin e Pino “Pinaxa” Pischetola, il programma attraversa quasi cinquant’anni di ricerca, accostando una delle opere cardine della musica sperimentale italiana a lavori di nuova creazione. Il titolo Prati bagnati del monte Analogo si richiama al Monte Analogo (1952) di René Daumal, mentre Le api dell’invisibile prende il nome da un verso delle Elegie duinesi (1912) di Rainer Maria Rilke: “Noi siamo le api dell’invisibile”. Concepite dopo la ripresa di Prati bagnati del monte Analogo nel 2023, le nuove composizioni ne proseguono la ricerca rimasta a lungo interrotta.