| AS NATURE: | 2026 (50’, prima italiana) performance multisensoriale |
|---|---|
| Musiche: | KMRU |
| Visual: | Nick Verstand |
| Profumo: | Mareike Bode |
| Commissione: | Rewire, Barbican, Lunchmeat |
| FIVE PRAYERS IN FIVE MOVEMENTS: | 2025 (50’, prima italiana) |
| Organico: | fagotto e sintetizzatori |
| CORRUPT PATTERNS: | (50’, prima italiana) live set |
KMRU con Nick Verstand, Mareike Bode - As Nature / Joy Guidry - Five Prayers in Five Movements / Carrier - Corrupt Patterns
KMRU con Nick Verstand, Mareike Bode
As Nature prosegue la collaborazione tra il sound artist KMRU e l’artista visivo Nick Verstand. Muovendosi tra contemplativi silenzi e un’intensità tellurica, l’opera esplora gli spettri sonori elettromagnetici attraverso field recording, droni, rumore e strutture armoniche in continua evoluzione. Le field recordings rendono meno definite le differenze tra familiarità e astrazione, sviluppandosi in armoniche graduali e ritmi dilatati all’interno degli ampi soundscape di KMRU. In dialogo con queste forme sonore, Verstand crea una composizione visiva di tessuti leggeri animati da flussi d’aria, fumo e luci a LED. Un elemento olfattivo sviluppato in collaborazione con la scent artist Mareike Bode espande ulteriormente le dimensioni sensoriali dell’opera, introducendo una sottile tensione tra natura ed elettricità. Insieme, suono, immagine, movimento e profumo danno vita a un ambiente immersivo in cui forze naturali e tecnologia rimangono in costante dialogo.
Joy Guidry
Five Prayers in Five Movements segna la svolta dell’artista Joy Guidry dal free jazz a un linguaggio più meditativo e vicino all’ambient. Concepita come un’intuitiva convergenza di suono, spirito e radicale espressione di sé, l’opera esplora vulnerabilità, introspezione e liberazione attraverso una pratica che travalica i confini di genere e affonda le proprie radici nelle tradizioni della musica nera. Eseguita per fagotto, voce ed elettronica, combina le sonorità gravi dei sintetizzatori con calde texture elettroniche, richiamando l’esperienza di vita di Guidry come donna transgender nera del Sud degli Stati Uniti.
Carrier
In Corrupt Patterns, l’artista britannico Guy Alexander Brewer (Carrier) esplora la materia sonora attraverso tecniche di live resampling, modellazione e found sound. Lavorando direttamente sul suono, ne porta in primo piano le proprietà fisiche, rivelando ritmi e texture che spesso sfuggono all’ascolto. I frammenti vengono isolati, ricollocati in nuovi contesti e continuamente trasformati, in un processo di costante mutazione e ricomposizione. Concepita come un sistema aperto piuttosto che come una composizione chiusa, la sua opera indaga il rapporto tra controllo ed entropia, in un processo in cui il resampling produce continuamente il materiale sonoro e, nello stesso tempo, ne mette in crisi la stabilità. Radicata nella dimensione spaziale e fisica della cultura soundsystem del Regno Unito, ogni performance site-specific si sviluppa in dialogo con l’acustica dello spazio e le contingenze del momento presente.