Il racconto sulle Mostre del Cinema dell’inizio del XXI secolo si deve confrontare con l’aumento, potremmo dire esponenziale, dei repertori prodotti e conservati da quegli anni. Rispetto al decennio precedente, un aumento del 300% delle ore di repertorio. A produrlo è soprattutto l’entrata in scena nel mondo del broadcast della diffusione via satellite e poi digitale e di conseguenza dei canali tematici, che hanno meritoriamente conservato il girato, ripreso con un linguaggio da reality, del tappeto rosso e dei photocall. Inoltre, c’è la consapevolezza del valore storico della Mostra del Cinema anche attraverso la memoria delle edizioni precedenti, sia negli inviati, sia negli stessi protagonisti dei servizi. Marco Bellocchio può seguire così le scelte che erano già state di Ermanno Olmi per il Leone d’Oro alla carriera, e Bernardo Bertolucci, che riceve un Premio Speciale per i 75 anni della Mostra (2007), può costruire paragoni con la sua prima partecipazione e con il suo modo di intendere il cinema, 45 anni prima.