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I film restaurati di Venezia Classici alla 83. Mostra
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I film restaurati di Venezia Classici alla 83. Mostra

Daniele Vicari Presidente della Giuria di studenti di cinema.

Capolavori restaurati di Buñuel, Cassavetes, Ciprì e Maresco, Corman, Hui, Kluge, Lubitsch, Polanski, Rossellini, Scola, Wajda e altri.

Venezia Classici

È stata definita la selezione di Venezia Classici dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che presenta in anteprima mondiale 19 restauri realizzati nel corso dell’ultimo anno di capolavori provenienti da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo.

Dichiara il Direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera: «Non è da ricercare nella nostalgia la ragione profonda della scelta di una sezione come Venezia Classici. Se l’obbiettivo consiste nel ricordare la vitalità di quando “il cinema era tutto” (per dirla con Leonardo Sciascia), un'altra considerazione s’impone, ed è la consapevolezza che il cinema di domani non può che alimentarsi della linfa vitale dei film del passato. Un immaginario vivido fatto di grandi capolavori indimenticabili che attendono solo di essere rivisitati, e di film parzialmente dimenticati, che necessitano invece di un’attenta riconsiderazione.

La Mostra si apre con un omaggio doveroso a un regista per troppo tempo frainteso se non addirittura osteggiato, come Tinto Brass e il suo Col cuore in gola, omaggio pop alla Londra degli anni Sessanta, che si avvalse della collaborazione di Guido Crepax. Addirittura “resuscitato” è Lo zio di Brooklyn di Ciprì e Maresco, scomparso dagli schermi dopo l’infelice parentesi di un’uscita quasi clandestina nelle sale cinematografiche del Paese, che Aurelio De Laurentiis ha generosamente consentito di riportare alla luce. Tra i film più eccentrici e meno visti di Ettore Scola, Brutti, sporchi e cattivi merita sicuramente un’attenta rivalutazione, mentre Viaggio in Italia di Roberto Rossellini è da molto tempo considerato uno dei suoi capolavori dopo l’iniziale ostilità della critica. Chiude la pattuglia italiana La lunga notte del ’43, primo film di Florestano Vancini e a detta di molti il suo film più intenso e riuscito.

Non si può evitare di parlare di capolavoro anche a proposito del film di Ernst Lubitsch Vogliamo vivere! che, nel bel mezzo del secondo conflitto mondiale, si servì di Shakespeare per realizzare la più feroce e irresistibilmente divertente satira del nazismo. Dall’America arrivano altri due importanti restauri: I selvaggi di Roger Corman, il più grande successo commerciale del prolificissimo regista, presentato in concorso alla Mostra del Cinema del 1966, e Minnie e Moskowitz di un indimenticabile John Cassavetes.

In più di un’occasione, Martin Scorsese ha inserito tra i suoi 10 film preferiti anche Cenere e diamanti di Andrej Wajda, capostipite della nouvelle vague polacca, duramente criticato dal regime comunista dell’epoca, mentre uno dei suoi discepoli, Roman Polanski, considera giustamente Cul de sac (realizzato in Inghilterra) il suo film più riuscito.

Alexander Kluge, scomparso pochi mesi fa, conquistò invece il suo primo Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia del 1966 con il suo esordio La ragazza senza storia, mentre il cecoslovacco Jaromil Jirés ebbe non pochi problemi con la censura di diversi paesi per il suo Fantasie di una tredicenne, (“fascinoso caleidoscopio di sortilegi e allucinazioni” - così M. Morandini). 

I restanti restauri consentono un sintetico giro intorno al mondo: dal Messico proviene L’illusione viaggia in tranvai, uno dei film forse meno visti di Luis Buñuel, così come assai poco noto è l’argentino Los de la mesa 10 di Simón Feldman, mai distribuito in Italia ma considerato uno dei primi e più rilevanti film della cosiddetta Generazione dei Sessanta, la nouvelle vague argentina dell’epoca. Dal Giappone, un altro film che merita di essere riscoperto è The Catch del grande regista Shinji Sōmai. Opera prima dell’indiano Dev Bengal, English, August vinse il premio come miglior film al Torino Film Festival del 1995, mentre nello stesso anno e nello stesso festival la regista cinese (ma con studi al Centro Sperimentale di Roma) Ning Ying si fece apprezzare con il secondo film della trilogia pechinese, dal titolo Poliziotto di quartiere. Seconda parte di una trilogia e uno dei primi film politici di Hong Kong è invece The Story of Woo Viet di Ann Hui, che affronta il dramma dei rifugiati vietnamiti in una città dominata da sentimenti di incertezza per il proprio futuro. Per finire, Gli occhi azzurri di Yonta di Flora Gomes, secondo film di un regista della Guinea Bissau, rivelatosi qualche anno prima alla Mostra del Cinema con il suo film d’esordio Mortu Negra. »

 

Sarà il regista e sceneggiatore Daniele Vicari a presiedere la Giuria di studenti di cinema che – per il tredicesimo anno – assegnerà il Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato. La Giuria sarà composta da 24 studenti, ognuno indicato dai docenti dei diversi corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari.

La sezione Venezia Classici si tiene dal 2012 alla Mostra. Curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Federico Gironi.

Il programma

COL CUORE IN GOLA – FILM DI PREAPERTURA
di TINTO BRASS (Italia, 1967, 105’, colore)
restauro: Centro Sperimentale di Cinematografia

ENGLISH, AUGUST
di DEV BENEGAL (India, 1994, 118’, colore)
restauro: Film Heritage Foundation

LA ILUSIÓN VIAJA EN TRANVÍA (L’ILLUSIONE VIAGGIA IN TRANVAI)
di LUIS BUÑUEL (Messico, 1954, 83’, B/N)
restauro: Museo Nazionale del Cinema di Torino / Fundación Televisa / Cineteca Nacional México

MINNIE AND MOSKOWITZ (MINNIE E MOSKOWITZ)
di JOHN CASSAVETES (USA, 1971, 116’, colore)
restauro: Universal Pictures

LO ZIO DI BROOKLYN
di DANIELE CIPRÌ, FRANCO MARESCO (Italia, 1995, 98’, B/N)
restauro: Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Filmauro

THE WILD ANGELS (I SELVAGGI)
di ROGER CORMAN (USA, 1966, 86’, colore)
restauro: Amazon MGM Studios

LOS DE LA MESA 10 (QUELLI DEL TAVOLO 10)
di SIMÓN FELDMAN (Argentina, 1960, 83’, B/N)
restauro: Asociación Amigos Museo del Cine de Buenos Aires

UDJU AZUL DI YONTA (GLI OCCHI AZZURRI DI YONTA)
di FLORA GOMES (Guinea-Bissau/Portogallo/Francia/UK, 1992, 98’, colore)
restauro: Cinemateca Portuguesa – Museu do Cinema

WOO YUET DIK GOO SI (THE STORY OF WOO VIET)
di ANN HUI (Hong Kong, 1981, 92’, colore)
restauro: M Plus Museum Limited

VALERIE A TÝDEN DIVŮ (FANTASIE DI UNA TREDICENNE)
di JAROMIL JIREŠ (Repubblica Ceca, 1970, 77’, colore)
restauro: Národní filmový archiv

ABSCHIED VON GESTERN (LA RAGAZZA SENZA STORIA)
di ALEXANDER KLUGE (Germania, 1966, 88’, B/N)
restauro: Kairos-Film

TO BE OR NOT TO BE (VOGLIAMO VIVERE!)
di ERNST LUBITSCH (USA, 1942, 99’, B/N)
restauro: Studiocanal

MINJING GUSHI (POLIZIOTTO DI QUARTIERE)
di NING YING (Cina, 1995, 101’, colore)
restauro: China Film Archive

CUL-DE-SAC (CUL DE SAC)
di ROMAN POLANSKI (UK, 1966, 112’, B/N)
restauro: Fixafilm

VIAGGIO IN ITALIA
di ROBERTO ROSSELLINI (Italia/Francia, 1953, 97’, B/N)
restauro: Cinecittà S.p.A.

BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI
di ETTORE SCOLA (Italia, 1976, 115’, colore)
restauro: Surf Film SRL / Centro Sperimentale di Cinematografia / Cineteca di Bologna

GYOEI NO MURE (THE CATCH)
di SHINJI SŌMAI (Giappone, 1983, 140’, colore)
restauro: Shochiku MediaWorX Inc.

LA LUNGA NOTTE DEL '43
di FLORESTANO VANCINI (Italia, 1960, 105’, B/N)
restauro: Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Compass Film

POPIÓŁ I DIAMENT (CENERE E DIAMANTI)
di ANDRZEJ WAJDA (Polonia, 1958, 104’, B/N)
restauro: Di Factory

Daniele Vicari – Note biografiche

Daniele Vicari, dopo una lunga esperienza di critico cinematografico e dopo aver realizzato numerosi documentari, ha esordito nel lungometraggio di finzione con Velocità Massima, in concorso alla 59. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, David di Donatello miglior esordio. Ha realizzato poi: L’orizzonte degli eventi, 2005, Semaine de la critique, Cannes 58; Il mio paese, 2006, Orizzonti Venezia 63, David di Donatello miglior doc; Il passato è una terra straniera, 2008, Festa di Roma e Miami IFF. Con Diaz - Don’t clean up this blood, 2012, vince il premio del pubblico a Berlino 62;  La Nave dolce, 2012, è fuori concorso a Venezia 69; Sole cuore amore, Festa di Roma 2016.  Tra il 2017 e il 2021 ha realizzato opere per la tv. Nel 2020 dato vita ad un esperimento di cinema in smartworking, con Il Giorno e la notte. Torna al cinema con: Orlando, 2022, Torino FF; Fela il mio dio vivente, Festa di Roma 2023; Ammazzare stanca, autobiografia di un assassino, 2025, nella sezione Venezia Spotlight di Venezia 82. Ha pubblicato nel 2019 il romanzo Emanuele nella battaglia e nel 2022 il saggio Il cinema, l’immortale, entrambi per Einaudi. È attualmente impegnato nella lavorazione del film d’avventura Bianco. Ha fondato e dirige la Scuola d’Arte cinematografica Gian Maria Volonté.