Che cosa faremmo se incontrassimo un’intelligenza aliena capace di plasmare il futuro dell’umanità? Dopo che una pioggia di meteoriti ha quasi spazzato via la civiltà, tre partecipanti entrano in una sala d’interrogatorio. Di fronte a loro, un polpo alieno: fragile, profetico, curioso e forse capace di aiutare l’umanità a rinascere. Cerca di comunicare attraverso musica, tatto, ritmo e visioni, che possono rivelarsi progressive, terrificanti o intime.
Octopocalypse è al tempo stesso un video musicale interattivo, una proiezione profetica, un esperimento da stanza dei bottoni e una prova emotiva. I partecipanti devono scegliere come comunicare con una specie superiore in un momento di crisi. Interrogarla, costringendo una mente immensamente più evoluta della propria a fornire risposte? Oppure rallentare, ascoltare e conquistare la sua fiducia? Domande, pulsanti e ritmo possono cambiare l’esito dell’esperienza, mentre il gruppo compone una traccia musicale a partire dai pattern e dagli impulsi trasmessi dall’alieno. Il primo contatto nasce dalla curiosità e dall’empatia o dalla paura e dal bisogno di controllo?
Octopocalypse racconta una storia di crisi, proiezione e compassione attraverso un sistema cinematografico immersivo in cui immagini, suono, tatto e scelte collettive diventano un’unica esperienza. E pone una domanda fondamentale: l’umanità saprà riconoscere un’intelligenza in un essere che è tentata di trattare come una risorsa?