Nox è un’esperienza immersiva autobiografica che esplora trauma, dissociazione e il fragile confine tra esistenza e scomparsa. Basandosi sulla complessa esperienza di PTSD (stress posttraumatico) vissuta dalla regista, l’opera parte da stati psicologici quali la frammentazione identitaria, la depersonalizzazione, e la Sindrome da Alice nel Paese delle Meraviglie e li trasforma in narrativa spaziale e interazione corporea.
Guidati a voce bassa i partecipanti si muovono in un mondo onirico composto da ricordi, disegni, suoni e frammenti di coscienza trasformati dal trauma vissuto. Le mani si deformano, gli spazi collassano, la percezione si altera e il corpo stesso del partecipante diviene parte di un paesaggio dove la realtà si fa instabile e l’ego inizia a dissolversi.
Attraverso una serie di interazioni basate sull’uso delle mani che evocano sensazioni tattili intermodali, transizioni VR/MR tra realtà virtuale e realtà mista e un racconto intimo, in prima persona, Nox invita i partecipanti non semplicemente a osservare il trauma dall’esterno, ma a entrare nello spazio instabile che il trauma crea. L’opera traccia un movimento silenzioso verso la bellezza, la connessione e la volontà di continuare a vivere.