SHRINES
Issa Samb è nato nella comunità Lebu, conosciuta come popolo dell’acqua e custode di santuari. Radicato a Dakar, è cresciuto nel quartiere Ouakam, da cui ha tratto lo pseudonimo artistico di Joe Ouakam. Per molti anni la sua casa e il suo cortile, noto come La Cour, nel centro di Dakar, sono stati un crocevia del pensiero artistico e politico e dell’organizzazione comunitaria.
La pratica di Samb comprendeva pittura, collage, assemblaggio, scultura, performance e scrittura. È stato cofondatore del collettivo Laboratoire Agit’Art con il regista Djibril Diop Mambéty e altre figure. Il gruppo sposava una concezione dal basso, autonoma, in contrasto con la politica culturale di Léopold Sédar Senghor e del movimento della Négritude, e privilegiava l’atto del rassemblement, o raduno.
Per Samb, le opere d’arte devono essere sentite e toccate dalle persone. Spesso distruggeva le sue opere e le ricreava come mezzo di trasformazione e rinascita. La sua presenza alla Biennale Arte 2026 si articola in installazioni ispirate al suo cortile, con costumi, oggetti sospesi, assemblaggi, appunti e schizzi. Un contributo video di Adrienne Edwards documenta una visita a La Cour. Il cortometraggio Cap vers l’Est di Ican Ramageli ritrae Samb mentre vaga – sempre alla ricerca dello spazio liminale, la soglia dove i vivi incontrano i morti.
—Marie Helene Pereira