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Teatro

Kronoteatro - Educazione sentimentale



(2016, 60’) 

di Fiammetta Carena
regia Maurizio Sguotti
con Tommaso Bianco, Viola Lo Gioco, Lorenzo Romano, Maurizio Sguotti
scene e costumi Francesca Marsella
disegno luci Amerigo Anfossi
responsabile tecnico Alex Nesti
si ringrazia Nicoletta Bernardini
produzione Kronoteatro

 

Con l’acquisto del biglietto per questo spettacolo avrete la possibilità di assistere alla performance Mind the gap (30’) delle ore 20.30 presso Arsenale Foyer Tese (ingresso gratuito fino a esaurimento posti).

Commento degli autori

Trittico della Resa - Essere e non essere

Terminata la fase di ricerca sulle dinamiche interne al nucleo famigliare declinato in diversi aspetti in FAMILIA_una trilogia (Orfani / Pater familias / Hi Mummy), con questa nuova trilogia, vogliamo affrontare la questione del confronto tra l’io esistente e quelle che riteniamo essere le tematiche sociali che più profondamente interagiscono con questo.

L’idea di lavorare per capitoli, riflette l’intenzione di sviscerare l’oggetto della ricerca attraverso punti di vista, immagini, linguaggi e vicende differenti, aprendo così lo sguardo alle diverse e molteplici sfaccettature che un tema può assumere.

Questa indagine nasce dalla sensazione che l’uomo sia impossibilitato ad esistere, viaggi per il mondo, confrontandosi con la vita di tutti i giorni, portandosi appresso un corpo già morto.
Una sensazione di vuoto assoluto che, se assecondata, può essere tale da arrivare alla negazione della propria persona/esistenza.

non riesco a vivere - non esisto - sono già morto - non sono mai nato - sono nato morto – voglio morire - non riesco a morire

Questa incapacità ad esistere si riflette in tutte le attività che siamo obbligati a compiere. Obbligati poiché nessuno, privo dell’essenza del vivere, è in grado di agire in totale autonomia; ci si ritrova allora a combattere la vita sul campo dell’esistenza, dove la battaglia è impari ed il risultato è scontato.

Unica alternativa è la RESA.

Con Educazione Sentimentale il focus si allarga. Tutti i personaggi, o quasi, sono inconsapevolmente alla mercé di un potere impalpabile. Ciascuno, indurito nelle proprie posizioni, continua un’esistenza chiuso nelle piccole ossessioni e quando questo ristretto mondo di certezze viene messo in discussione, la reazione è volta al mantenimento dello status quo, ricorrendo all’esercizio del potere machista e definitivo.

Tese dei Soppalchi

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