fbpx Biennale Teatro 2026 | Mario Banushi - Ragada
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Teatro

Mario Banushi - Ragada

Anno e durata:2026, 50’ (prima assoluta)
Ideazione e regia:Μario Βanushi
Con:Mario Banushi, Xenia Dania, Rita Litou, Aulona Lupa
Musiche originali e design sonoro:Emmanouel Rovithis
Scene, costumi e luci:Mario Banushi
Adattamento della scena:Sotiris Melanos
Ideazione dei costumi:Nikoleta Anastasiadou and Mario Banushi
Costruzioni illuminotecniche speciali:Giorgos Ierapetritis
Assistente alla regia:Theodora Patiti
Fotografia:Mario Banushi, Angelos Barai
Relazioni internazionali e organizzazione:Nikos Mavrakis – TooFarEast
Produzione esecutiva:Ioanna Papakosta – TooFarEast
Produzione:La Biennale di Venezia, Onassis Stegi, The Coronet Theatre, Noorderzon Festival, Mario Banushi, TooFarEast
Nota:La prima presentazione di Ragada, con il titolo Fragments of Ragada, ha debuttato ad Atene ed è stata ospitata presso Kappatos Rooms nel febbraio 2022, per poi proseguire con una serie di repliche presso Theatro Sti Sala nel maggio 2022. La presentazione di Ragada è sostenuta dal programma di tournée di Onassis Stegi
Ringraziamo di cuore:Gerasimos Kappatos e Kappatos Rooms, Chryssi Vidalaki e Theatro Sti Sala, Amalia Bennett, Maria-Nefeli Chalari, Alexandra Hasani, Myrto Stamatopoulou, Pinelopi Tsoutsouva, Andreas Voukenas e Andy Xhuma

 

La trilogia Romance Familiare di Mario Banushi è presentata dalla Biennale di Venezia in coproduzione con

Ca’ Malcanton Dettagli
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Descrizione

Esponente del nuovo teatro greco, Mario Banushi, premiato dalla Biennale con il Leone d’argento, presenta per la prima volta in contemporanea la trilogia che l’ha reso immediatamente famoso, Romance familiare.

Ragada, Good Bye Lindita, Taverna Miresia sono i capitoli di un paesaggio della memoria che affonda le radici in riti e tradizioni ancestrali legati all’infanzia albanese di Banushi, un paesaggio affidato più che alle parole a immagini evocative sospese tra sogno e realtà, forti di una carica emotiva che trasforma temi intimi e personali – legami e affetti, senso di perdita e di dolore, nostalgia - in poesia universale.

Così Ragada, che significa smagliatura in greco, indicando una cicatrice che si può attenuare col tempo ma non scompare mai, racconta della madre, donna immigrata in Grecia dall’Albania, assieme al marito e ai figli. È lo spettacolo di esordio di Banushi, presentato in un appartamento ateniese durante il lockdown sotto forma di frammenti, ora ricreato appositamente per la Biennale.


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