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Dal 6 agosto è attiva la biglietteria online della Biennale Musica
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Dal 6 agosto è attiva la biglietteria online della Biennale Musica

In anteprima i biglietti e gli abbonamenti per gli appuntamenti in programma dal 10 al 24 ottobre, esclusivamente sul sito web della Biennale di Venezia.

Biennale Musica 2026

Da oggi, giovedì 6 agosto (ore 15.00), è attiva la biglietteria online della Biennale Musica. Sarà possibile acquistare in anteprima i biglietti e gli abbonamenti per gli appuntamenti in programma dal 10 al 24 ottobre esclusivamente sul sito web della Biennale di Venezia all’indirizzo https://www.labiennale.org/it/musica/2026/informazioni#tickets

Fra le diverse offerte di abbonamento e le facilitazioni per i più giovani si segnalano:

  • · l’abbonamento a tre concerti al costo di 60 euro (anziché 75)
  • · per studenti e under 26 l’abbonamento a tre concerti al prezzo speciale di 36 euro (anziché 48)
  • · il biglietto combinato Biennale Musica + Biennale Arte, che abbina un concerto a scelta tra quelli in programma al 70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea all’ingresso alla 61. Mostra Internazionale d’Arte al prezzo unico di 40 euro (anziché 55).

Il programma

Ispirata a A Child of Sound, all’ascolto vergine, libero da aspettative stilistiche o convenzioni culturali del bambino, e all’infanzia, quindi, come luogo di origine dell’ascolto radicale, la Biennale Musica 2026, in scena a Venezia dal 10 al 24 ottobre, presenta un programma che attraversa secoli e continenti fondendo tradizione, classico e sperimentale, in linea col percorso già intrapreso dalla direttrice Caterina Barbieri lo scorso anno.

Così il Parco della Musica Contemporanea Ensemble accosta Musica per una fine di Ennio Morricone a Johann Sebastian Bach e a Sarah Davachi, Leone d’argento del festival. Mentre In the Threshold of your Love mette in dialogo la compositrice e prodigiosa vocalist americana Alif Hilal, già nota come Lyra Pramuk, con il musicista iraniano Mohammad Reza Mortazevi, fra i massimi interpreti delle percussioni tradizionali persiane. Ed è la potenza del canto a cappella dei Tallis Scholars a condurre il pubblico sotto le volte della Basilica di San Marco lungo un itinerario musicale che attraversa i secoli nel segno della comune aspirazione al canto come via privilegiata di elevazione spirituale. Da Hildegard von Bingen e Gregorio Allegri fino ad Arvo Pärt e Kara-Lis Coverdale. Di nuovo attraverso la voce Clarissa Connelly con Canons per coro a cappella pone al centro il rapporto complesso tra memoria storica e contemporaneità, operando una sintesi onirica tra canto popolare nordico, canto medievale e suoni digitali.

Esilio, memoria, radici, saperi antichi e contemporaneità si fondono nelle opere di tanti artisti. Come Asmaâ Hamzaoui, prima donna interprete dell’antica tradizione sacra della musica gnawa, praticata dai discendenti degli schiavi neri subsahariani e tradizionalmente riservata agli uomini, a Venezia con il suo gruppo Bnat Timbouktou. A fronte di una tradizione musicale tramandata nei secoli, c’è poi l’effervescenza della scena ipercontemporanea della musica Singeli, nata dieci anni fa nei ghetti di Dar el Salam e la zona costiera della Tanzania. A Venezia ci saranno i protagonisti di questa scena per una serata unica: Hamadi Hassani, alias Dj Travella, Pili Pili e Jay Mitta. Con Nídia, Dj Firmeza e Helviofox si passa al mix originale tra elettronica e influenze afro-diasporiche - kuduro, batida e gqom – espressione di comunità dei discendenti delle ex colonie portoghesi in Africa che nei bairros di Lisbona e nel suo melting pot hanno trovato ideale terreno di coltura.

Tra musica popolare e musica colta si colloca la ricerca di Walter Zanetti, alla Biennale con Cantos Yoruba de Cuba, un’esplorazione straordinaria della musica sacra afro-cubana tradotta attraverso l’intimità timbrica della chitarra classica, e El Decamerón Negro, opera del più importante compositore cubano, direttore d’orchestra e immenso chitarrista egli stesso, Leo Brouwer, oggi 87enne, che stempera in nuove melodie danze e canti rituali delle sue radici afro-cubane con sperimentazioni avanguardistiche.

Strumento fra i più popolari, che travalica la lunga tradizione nella musica colta per diventare protagonista di tante rivoluzioni musicali del Novecento, la chitarra sarà al centro di un appuntamento della Biennale Musica alla Pineta di Sant’Elena con l’ensemble Zwerm, allargato ad otto elementi, interprete di musiche commissionate dalla Biennale a ML Buch e Gigi Masin.

Nell’ambito delle sperimentazioni elettroniche e ambient tra fine anni ’70 e ’80 che hanno segnato una via originale al genere si annoverano Gigi Masin con il suo album diventato di culto Wind e Prati Bagnati del Monte Analogo di Francesco Messina e Raul Lovisoni, prodotto dal vivaio avanguardista della Cramps Records. Alla Biennale saranno presenti anche due nuove voci del minimalismo sintetico italiano, Marta de Pascalis con la prima assoluta di Stoma, e Grand River con la prima esecuzione dal vivo di Temporary, il suo nuovo album per chitarra ed elettronica. Mentre l’Orchestre de Nouvelles Créations Expérimentations et Improvisations Musicales sarà alla Biennale con for orchestra di Ellen Arkbro, brano all’intersezione fra strumentazione tradizionale acustica ed espansione elettronica, musica scritta e improvvisazione e Non puoi contare l’infinito per grande ensemble, tre voci, elettronica, commissionato dalla Philarmonie de Paris a Caterina Barbieri. E ancora: Joy Guidry con Five Prayers in Five Movements per fagotto, voce ed elettronica che segna la svolta di questa strabiliante artista dal free jazz a un linguaggio più meditativo e vicino all’ambient.

Accanto alle nuove voci, figure pionieristiche divenute di riferimento come l’82enne artista statunitense Laraaji, alla Biennale con una delle sue spettacolari performance live e un workshop di risata meditativa. Un altro maestro, pioniere della scena noise giapponese e figura di culto dell’improvvisazione radicale è Keiji Haino, Leone d’oro alla carriera. Alla Biennale Haino è protagonista di uno dei suoi specialissimi concerti per voce e strumenti a corda.

All’incrocio fra performance live e dj set sperimentali si muovono gli artisti multidisciplinari che saranno al festival: Polygonia, Dj Nobu, Carrier, Loidis, Livwutang, Mechatok, 100_ve, DJ Anderson do Paraiso.

Una performance multisensoriale, As Nature, concepita dal musicista keniota KMRU, che l’ha sviluppata insieme agli artisti Nick Verstand e Mareike Bode: la dimensione sonora si intreccia con stimoli visivi e olfattivi, offrendo un’esperienza che coinvolge e sospende i sensi in un continuum di percezioni sottili e ricche di risonanza.

Wyldie Bracewell, Talullah Calderwood, Lara Dâmaso, Andrea La Pietra, alys(alys)alys sono i giovani musicisti, sound artist e performer di Biennale College che calcheranno il palcoscenico con le loro opere concepite appositamente per il festival.

Molti degli appuntamenti in programma si svolgeranno nella Sala d’Armi G dell’Arsenale, uno spazio dedicato all’ascolto profondo, l’incontro e lo scambio intitolato, seguendo il tema di quest’anno, Origine. Il programma ospita concerti dal vivo, sessioni d’ascolto, proiezioni e incontri con anche la partecipazione di Masaru Hatanaka del leggendario listening bar Nightingale di Tokyo, che curerà selezioni musicali e visive.