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Le vincitrici dei bandi Biennale College regia e drammaturgia
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Le vincitrici dei bandi Biennale College regia e drammaturgia

I progetti selezionati (Regia under 30 e Drammaturgia under 30) verranno presentati alla Biennale Teatro 2027.

Biennale College Teatro - Regia under 30

È Adele Cammarata, 27 anni, la vincitrice del bando Biennale College - Regia under 30 con il lavoro Inventario. Il progetto verrà presentato alla Biennale Teatro 2027.

“Teatro di Figura, teatro d’Ombre e degli Oggetti, danza e performatività contemporanea si intrecciano in un lavoro che - secondo la motivazione – muovendosi sul filo di una lieve e poetica empatia – riesce a svelare mondi magici, non privi di dolore e nostalgia. In un interno sommerso di polvere antica, due personaggi femminili viaggiano avanti e indietro del tempo, svelando oggetti polverosi che sono suggestioni per il ricordo e per il sogno. Sogni che in un istante possono diventare incubi, fragorose immagini che divampano sul palcoscenico, intrecciandosi l’una nell’altra. Una costruzione per numeri e sorprese che, scena dopo scena, incanta e sposta lo spettatore in ambiti sempre nuovi. Per questo, il lavoro di Adele Cammarata merita di essere ulteriormente sviluppato”.

Biennale College Teatro - Drammaturgia under 30

Sono Anna Farina e Irene Mantova le due vincitrici di Biennale College Teatro - Drammaturgia under 30 rispettivamente con Autodafè e Devozioni. I due progetti verranno presentati in forma di mise en lecture alla Biennale Teatro 2027.

Anna Farina, classe 2000, vince “per la scrittura densa e tragicamente evocativa, tanto da rimandare a certe opere di Sarah Kane, in cui la questione della faticosa costruzione di una identità personale porta a derive analitiche ed esistenziali di interessante forza, tra riferimenti storici poco noti e prospettive distopiche. Un lavoro sicuramente da sviluppare”.

Irene Mantova, classe 1996, vince “per uno stile disinvolto e divertente, che pure apre ad affondi di drammatica intensità, in cui entrano in gioco elementi generazionali e sociali, senza mai perdere però l’orizzonte di uno scavo psico-analitico tagliente e senza scampo. Capace di mescolare toni e generi diversi, il lavoro di Mantova appare meritevole di un proseguimento nell’ambito della Biennale Teatro”.